RESPONSABILITÀ SUL LAVORO



GLI 8 COMPORTAMENTI CHE LA DETERMINANO


Vento di novità sul mercato del lavoro! Studi recenti hanno dimostrato che non ci si limita più a mettere in evidenza l’importanza di poter contare sul contributo di impiegati responsabili. Oggi l’accento viene posto, soprattutto, sulla necessità di contornarsi di collaboratori proattivi nell’assumersi consapevolmente le proprie responsabilità.



Il sociologo tedesco M. Weber (1864-1920) definiva l’etica della responsabilità come “il comportamento di chi agisce razionalmente rispetto allo scopo che si prefigge, misurando accortamente il rapporto tra i mezzi e i fini e le conseguenze che le sue azioni possono produrre”.


Una spada di Damocle che non lascia scampo, né margine d’errore. In effetti, di primo acchito, l’idea di “essere ritenuti responsabili” riflette una connotazione negativa, a tratti addirittura opprimente, poiché trasuda ansia da prestazione e senso di colpa. Ciononostante, sempre più aziende si stanno impegnando per sfruttare a loro favore questo spettro, trasformandolo in un valore aggiunto a tutti gli effetti.


Queste imprese si sono rese conto che la responsabilità si riflette in sentimenti di cooperazione e di interdipendenza tra i membri del team. Hanno capito che un collaboratore responsabile ha maggiori probabilità di essere ritenuto degno di fiducia, perché chi lo circonda sa che manterrà la parola data.


Una scoperta apparentemente banale, ma che porta con sé risultati sbalorditivi: una partecipazione attiva da parte di tutti gli stakeholders, un maggiore coinvolgimento su più fronti, uno sviluppo delle competenze tecniche e interpersonali e, non da ultimo, un’attenuazione della paura del fallimento. Concretamente questi elementi si traducono in performance economiche più elevate e in un incremento di fattori quali creatività, innovazione, soddisfazione personale e professionale. La ciliegina sulla torta? Agendo responsabilmente molti problemi possono essere stroncati sul nascere, riassumendosi in un consistente risparmio di tempo, energie e denaro.


Attenzione! Questo non significa che la responsabilità costituisca una panacea per tutti i mali, ma è indiscutibile che – se esercitata consapevolmente – ha il potere di porci nella condizione di compiere con integrità le nostre scelte che – di riflesso – si riveleranno tempestive e congruenti con i nostri valori.


Passiamo, quindi, in rassegna gli 8 comportamenti che determinano la responsabilità sul lavoro:


1) GESTIRE EFFICACEMENTE IL TEMPO

Mettere in pratica gli accordi presi nella riunione semestrale o ridare slancio a un progetto lasciato in stand by da giorni? Verificare il raggiungimento degli obiettivi intermedi o anticipare la conference call con la filiale di Singapore?

Districarsi tra questi dilemmi comporta l’assunzione di un profondo senso di responsabilità che, quando viene agito, ci porta ad attribuire la corretta priorità a ciascun compito, a rispettare con efficienza le scadenze e a delegare con consapevolezza.


“La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota”(Michael Althsuler).


2) ACCETTARE FEEDBACK COSTRUTTIVI

Ricercare attivamente dei feedback costruttivi arricchisce il nostro senso di responsabilità, poiché ci stimola a fare chiarezza sul qui ed ora, a capire dove ci troviamo e a verificare l’impatto esercitato dal nostro comportamento sulle aspettative altrui. Sforzarci di rimanere nell’ottica dell’apprendimento continuo può essere sfiancante, ma è indispensabile per contrastare la paura del fallimento e per imparare a considerare gli errori per quello che sono: strumenti di crescita, occasioni per evolvere, esperienze per progredire, trampolini di lancio per la conquista di successi futuri.


“Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio, la Torre di Pisa”(Gianni Rodari).


3) MOSTRARE SENSO DI APPARTENENZA

I collaboratori proattivi nell’assumersi le loro responsabilità sono più inclini a impegnarsi, indipendentemente dalla posta in gioco e dalla complessità delle sfide da affrontare. Queste persone non si lasciano abbattere dagli imprevisti e non gettano la spugna di fronte alle prime difficoltà. Alla base di questa attitudine positiva non c’è la volontà di aggiudicarsi lo scettro del potere, ma “solo” un radicato senso di appartenenza: un sentimento che, sgorgando dall’interno, ci spinge a andare oltre la superficie e ad ampliare i nostri orizzonti in vista del benessere dell’intera organizzazione.


“Ognuno lascia la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più”(Haruki Murakami).


4) MOSTRARE INTEGRITÀ

L’integrità si manifesta quando i nostri obiettivi sono allineati ai valori in cui crediamo: una combinazione vincente che si riflette in una serie di comportamenti in sintonia con la nostra essenza e la nostra autenticità. Questi modi di agire trovano riscontro nell’atteggiamento onesto e responsabile di chi mantiene la parola data, passando coerentemente dalle parole ai fatti, senza “se” e senza “ma”.


“Fai sempre ciò che è giusto. Accontenterai la metà del genere umano e stupirai l’altra metà” (Mark Twain).


5) MOSTRARE SPIRITO COLLABORATIVO

Essere proattivi nell’assumersi le proprie responsabilità equivale anche a favorire un clima relazionale fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco: elementi indispensabili per guidare i membri di un team a remare nella stessa direzione in vista del conseguimento di un obiettivo comune. È provato che un collaboratore cooperativo è più inclinea visualizzare lo scopo del suo operato in connessione a quello altrui e ad attribuirgli un senso nel quadro di insieme. Tutto ciò senza peccare di presunzione.


“Il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé e per il gruppo: dinamiche dominanti, signori, dinamiche dominanti!”(Russell Crowe – John Nash).


6) CONOSCERE IL PROPRIO RAGGIO D’AZIONE

Stabilire dove termina la nostra responsabilità e dove inizia quella altrui, ci consente di delimitare i confini del nostro campo d’azione e di dare voce alle aspettative reciproche. Esprimere apertamente questi aspetti è fondamentale per non rischiare di superare delle linee di demarcazione che, troppo spesso, vengono esplicitate con poca trasparenza, dando adito a incomprensioni e malintesi che, in alcuni casi, si cristallizzano in veri e propri conflitti interiori e/o di ruolo.


“La felicità è lì quando le percezioni e le aspettative sono in gioiosa armonia”(Debasish Mridha).


7) ADOTTARE UN’ATTITUDINE PROPOSITIVA

Spesso ci dimentichiamo che abbiamo la possibilità di scegliere quale stato d’animo adottare senza permettere ai fattori esterni (ambienti e/o persone) di condizionarci più di quanto vorremmo. In altri termini: la decisione di subire passivamente gli eventi o di esercitare un controllo su di essi, spetta principalmente a noi! In ambito professionale questa responsabilità emotiva è particolarmente visibile, quando assumiamo un ruolo proattivo nei momenti critici, quando ci concentriamo sulle soluzioni piuttosto che sui problemi e quando resistiamo alla tentazione di “puntare il dito” verso il capro espiatorio del momento.


“L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità”(Sir Winston Churchill).


8) ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ DELLE PROPRIE AZIONI

Dopo aver dato cittadinanza alle nostre emozioni, il passo successivo è quello di portarle alla luce con coerenza e consapevolezza. Come? Assumendoci la responsabilità delle nostre azioni. Prendendo atto dei risultati conseguiti. Facendoci carico delle eventuali conseguenze. Abbracciando “il bello”, “il brutto”, “il buono” e “il cattivo”. E, non da ultimo, comprendendo che le nostre decisioni, oltre ad essere la chiave del nostro successo, ci offrono anche la possibilità di ispirare gli altri.


“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”(Martin Luther King).


Il senso di responsabilità si costruisce grazie al contributo di ciascuno di noi!



Attualmente siamo coinvolte in un progetto per guidare le aziende a muoversi in questa direzione, ispirandole a diventare le artefici del loro agire.

Se siete interessati a saperne di più, restate sintonizzati.

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