team building vs team coaching

quale scegliere per la mia azienda?


“Team building” e “Team coaching”: due “gemelli diversi” che spesso vengono sovrapposti alla stregua di due sinonimi, ma che - a conti fatti - non lo sono.


TEAM BUILDING & TEAM COACHING: COSA LI ACCOMUNA?

Entrambi accompagnano un team a toccare con mano il significato del concetto 1 + 1 = 3, evidenziando come la produttività del gruppo sia superiore a quella ottenuta, sommando le performance dei singoli elementi che lo compongono.

Ne consegue che l’importanza di remare insieme nella stessa direzione, perseguendo uno scopo condiviso, è una colonna portante di entrambi gli approcci.

TEAM BUILDING VS TEAM COACHING: COSA LI DIFFERENZIA?

Attraverso un’attività di team building, il formatore punta essenzialmente sulla profusione di un solido spirito di squadra, mentre nel team coaching il focus è posto sul raggiungimento di un obiettivo legato all’ambito professionale. Lo stesso viene definito insieme al coach con l’approvazione e il sostegno di tutti i partecipanti.

ESEMPI DI TEAM BUILDING

Un gruppo impegnato a fare team building, svolgerà delle attività volte a incentivare la motivazione, la fiducia reciproca e le pratiche di lavoro cooperativo. Qualche esempio? Scalare una montagna, giocare a mosca cieca, fare bungee jumping, assemblare un puzzle, improvvisare una caccia al tesoro, danzare sulle note di un tormentone caraibico, riprodurre una puntata di Masterchef (…).

Starà al formatore selezionare le attività più creative ed appropriate in base a criteri, quali la personalità dei partecipanti, gli eventuali conflitti sullo sfondo e – last, but not least – tenendo conto delle condizioni metereologiche, visto che le attività di team building possono essere indoor come outdoor.


ESEMPI DI TEAM COACHING

Un gruppo impegnato a fare team coaching, svolgerà delle attività con l’intento di raggiungere uno scopo strettamente connesso alla sfera professionale. L’obiettivo, come già specificato, verrà definito insieme al coach con l’accordo di tutti gli attori coinvolti. Qualche esempio? Facilitare i flussi comunicativi, snellire i processi decisionali, chiarire la vision e la mission aziendale (…).

Starà poi al coach selezionare le attività più idonee, restando fedele agli obiettivi prefissati, visto che lo scopo delle attività di team coaching, lo ricordiamo, è quello di esercitare un impatto concreto sulla performance dell’organizzazione.

LA CILIEGINA SULLA TORTA?

Spesso team building e team coaching si alimentano reciprocamente, dando vita a un circolo virtuoso all’insegna della complementarietà. Questo significa che non è obbligatorio preferire un approccio all’altro: al contrario, è possibile sfruttare al massimo il valore aggiunto di entrambe le dimensioni per ottenere il tanto ambito equilibrio tra well being e performance.

LA DIFFERENZA CHI LA FA?

L’esperienza del formatore e quella del coach assumono un ruolo determinante per favorire le attività di team building, così come quelle di team coaching: a queste due figure non spetta solo il compito di apporre la fantomatica “X” sul traguardo da tagliare, ma anche quello – decisamente più arduo – di seguire il gruppo strada facendo, verificando di volta in volta che tutti i partecipanti siano allineati e rispettino le regole del gioco.

Un “controllo incrociato”, effettuato lungo due assi cartesiani interdipendenti che si rifanno a una legge intramontabile: “Uno per tutti, tutti per uno!”.

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